«Il nuovo governo pensi al Sud»

La protagonista della giornata è lei. La piattaforma Rousseau. Il Quirinale l’ha derubricata allo stato di una delle possibili forme di consultazione interna, senza reale possibilità di incidere. Eppure sono già in diversi tra i costituzionalisti che hanno parlato di una interferenza indebita sulle prerogative che la Costituzione assegna al Capo dello Stato, soprattutto per quanto riguarda nel caso la lista dei ministri.

Secondo il ragionamento di Sabino Cassese, sul Corriere della Sera, se il responso sarà positivo “la decisione dei gruppi parlamentari del Movimento, regolarmente comunicata al presidente della Repubblica, sarà confermata”, ma nel caso contrario cosa accadrà? E ancora: «I gruppi parlamentari, smentiti dagli iscritti, dopo essersi pronunciati a favore della nuova formazione di governo, che faranno? Si dimetteranno? Ma poiché è il capo dello Stato che ha dato l’incarico per la costituzione di un nuovo governo sulla base delle indicazioni dei gruppi parlamentari di M5S e Pd, che farà…?».

Per Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale intervistato oggi da La Stampa è evidente che con il voto online di consultazione degli iscritti al M5S “si affaccia un interlocutore nuovo” sulla scena politica e della democrazia, “e che in Costituzione non è previsto”. Ma il punto, semmai, nel caso specifico del giudizio sull’accordo Pd-5S per dar vita al futuro governo, “mi chiedo – prosegue il costituzionalista – anche se la criticità non sia nei confronti del Presidente della Repubblica”? Tradotto, l’interrogativo significa che “se c’è questa adesione suppostamente popolare, il Capo dello Stato potrebbe poi prendere posizioni diverse?”

L’attenzione, in attesa del responso previsto per il tardo pomeriggio di oggi, è per il programma. Rilancio economico, e va bene, e una maggiore attenzione per il sud. Ne abbiamo parlato con Pietrò Currò, segretario regionale della Sicilia del PRI.

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