«A queste condizioni, meglio andare a votare»

Proseguono le trattative tra Pd e 5S ma ancora non c’è stato nessun accordo. «Gli italiani non devono essere presi in giro», dice Arnaldo Gadola, membro della direzione nazionale del PRI. Laurea in Scienze Politiche, con un passato di studio su Rousseau e Machiavelli, per Gadola “politica significa mettersi al servizio per gli altri”. E non è quello che sta accadendo. «Stiamo assistendo ad uno spettacolo vergognoso: cerca un accordo chi si è insultato fino a ieri». «La via più democratica è il voto. Chi ha paura del voto non può fare politica. Certi valori vengono prima delle poltrone. Se non si mettono d’accordo la via è quella. L’Italia non merita questa situazione allarmante e senza un obiettivo ben preciso che può portare solo sfiducia».

Già, l’obiettivo ben preciso. Perché se il Governo avesse un obiettivo preciso, quello di “affrontare i problemi dell’economia nazionale aggravata dalla congiuntura negativa internazionale, i problemi del debito pubblico, i tagli delle tante spese improduttive, un rapporto collaborativo con i paesi europei finalizzato a superare alcuni trattati (Dublino) ed a farne applicare altri (Lisbona), i problemi veri della sicurezza con la lotta alle mafie, le problematiche derivanti dalle burocrazie, lo sblocco delle opere pubbliche, una politica di investimenti a favore delle imprese, un’attenzione all’ambiente ed una serie di interventi per il Mezzogiorno”. Ecco, con una chiarezza di intenti di questo tipo, il PRI non avrebbe nessuna difficoltà a sostenere il Governo, come ha precisato il segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponaro.

«Solo un governo di legislatura con riforme nel mirino giustificherebbe la nuova maggioranza», ha detto il vicesegretario Eugenio Fusignani, che pure aveva espresso forti critiche ai 5S.« La nostra preoccupazione di Repubblicani, infatti, è sempre rivolta alla tutela dell’interesse del Paese. Per questo solo una maggioranza di natura politica, con personalità di alto profilo e con un solido patto riformatore di legislatura per affrontare tutti i nodi dei guasti prodotti in questi 14 sciagurati mesi di “non” governo gialloverde, giustificherebbe il varo di una nuova maggioranza. Diversamente, vale a dire in presenza di un piccolo governo di scopo, meglio il voto anche se il ricorso anticipato alle urne rappresenta sempre l’estrema ratio».