Vogliono mangiare la nostra Costituzione?

Attenzione alla ferocia di chi si scaglia sempre contro il Parlamento della Repubblica italiana. Vogliono ridimensionare il Parlamento per ridurre gli spazi di parola e democrazia. Vogliono creare un sistema istituzionale verticistico, con la conseguente cappa di piombo sulla separazione dei poteri teorizzata da Montesquieu.
A tal proposito, l’articolo di Mauro Mellini sul “taglio” dei parlamentari, pubblicato proprio da L’Iniziativa Repubblicana, rappresenta un importante invito alla riflessione e al dialogo. Lo raccolgo. Ecco perché ho deciso di evidenziare i temi trattati da Mellini nel suo intervento affinché tutti possano tornare a leggerlo con maggiore attenzione.
Esiste un Potere trasversale ai partiti, cioè un’alleanza antidemocratica, che vuole indebolire il Parlamento, tagliare in modo arbitrario il numero dei deputati e dei senatori e ridurre la democrazia per meglio decidere sulla testa dei cittadini senza passare per il metodo liberale delle scelte.
Perché si dovrebbe passare da 650 a 400 deputati? Da dove salta fuori il numero 400…? Ma stiamo dando i numeri?! Allora, perché non ridurli a 100 soltanto? Facciamo una Camera di 100 deputati? E perché no? Cento è meglio di quattrocento. Giusto? O no? Secondo la logica masochista e illiberale del Potere e degli utili idioti ad esso asserviti, si risparmierebbe ancora di più. Anzi, riduciamo il numero a 10, lasciamo solamente i capigruppo, così si avrebbe un risparmio favoloso! Anzi, lasciamo che sia soltanto uno a decidere per tutti. Quanti soldi si potrebbero risparmiare se ci fosse solamente uno che decidesse per tutti? Questa cosa gravissima del taglio dei Parlamentari è soltanto un’idiozia antipolitica, che va contro i cittadini e contro la democrazia. Ma come si fa a colpire così, in modo insensato, il cardine stesso della democrazia? Sveglia!

Ricordiamoci che:

  1. Anche l’ormai deflagrato governo giallo-verde è il frutto di una maggioranza ibrida nata da un vero e proprio ribaltone attuato in Parlamento quando la Lega ha rotto il patto elettorale, politico e programmatico con tutta la coalizione di centrodestra per correre in soccorso del M5S e permettere così a Luigi Di Maio di andare al governo. È legittimo, ma si chiama ribaltone. Visto e considerato che la legge elettorale, detta “Rosatellum”, è per il 34 % maggioritaria e uninominale.
  2. Anche il vecchio governo giallo-verde è nato grazie a un’operazione verticistica e di Palazzo, realizzata da due forze politiche che si erano presentate alle elezioni del 2018 come alternative e tra loro antagoniste.
  3. La Lega di Matteo Salvini si è presentata al voto delle elezioni politiche del 4 Marzo in alleanza col centrodestra prendendo i voti di tutta la coalizione per eleggere molti dei suoi parlamentari nei collegi uninominali.
  4. Matteo Salvini e la sua Lega hanno chiesto il voto per governare con Forza Italia, Noi per l’Italia e Fratelli d’Italia, ma non hanno mai detto che avrebbero invece governato col M5S.
  5. I pentastellati hanno chiesto i voti agli elettori senza dire che avrebbero poi fatto un governo con la Lega di Salvini.
  6. Il famigerato contratto è stato realizzato a dispetto del voto espresso dagli elettori. Ma è legittimo, come sarebbero legittime altre maggioranze di governo qualora so formassero in Parlamento.
  7. Sempre il solito contratto ha messo insieme due forze o due liste che si sono presentate alle elezioni chiedendo ai cittadini i consensi per governare, ma senza dire con chi avrebbero realizzato il loro programma e ingannando così gli elettori. Questa è la proporzionale.
  8. L’attuale pessima legge elettorale, fondata ancora sulle liste bloccate, sui nominati e sulla quota proporzionale, ha prodotto il caos.
  9. Dalla miscela esplosiva composta da una classe dirigente inadeguata e dal caos provocato dalla legge elettorale, tuttora in vigore, è nato il governo giallo-verde.
  10. Questa maggioranza artificiale e non ratificata dal voto dei cittadini ha fatto credere agli elettori che si sia trattato di un governo voluto e votato dal popolo. È formalmente sbagliato, oltre che falso.

Quindi, alla fine dei conti, devo capire questa crisi di governo dove andrà a parare. A mio giudizio, andrà a finire nella legge elettorale proporzionale. Perché? Semplice: con la legge proporzionale, la Lega di Matteo Salvini vincerà sempre e potrà correre senza alleati, da sola, facendo una campagna elettorale senza freni. Infatti, con la legge proporzionale (già ampiamente in vigore) qualcuno pensa così di arginare la Lega. Sono dei pazzi!

Hanno fatto male i conti.

A parte che, nel 1993, con un referendum, gli elettori si sono espressi per l’abrogazione della proporzionale e, dunque, insistere con la proporzionale è il modo che i populisti hanno per continuare ad essere antipopolari. E poi, con il sistema proporzionale, ogni partito corre da solo e vince il più votato, (anche se ha soltanto il 30% e anche se l’opposizione, tutta insieme) conta il 70% perché poi, in Parlamento, si apre il mercato delle vacche per costruire una maggioranza con il partito che ha ottenuto la percentuale più alta (cioè, la Lega). In tal modo, Matteo Salvini può restare per sempre al Potere e decidere, dopo il voto, se allearsi con la Meloni o con il M5S, con il PD o con Forza Italia aprendo un tavolo a 360 gradi e restando sempre al governo cambiando, di volta in volta, la propria maggioranza a seconda delle esigenze. Infatti, anche oggi, con la proporzionale, i governi si fanno e si disfano in Parlamento mentre i cittadini votano senza sapere quali saranno i compagni di viaggio del partito a cui hanno dato il voto.

L’iniziativa di ridurre drasticamente il numero dei parlamentari, non a caso, è stata sposata soprattutto dal Movimento Cinque Stelle ed è un colpo gravissimo che la partitocrazia vuole infliggere, forse per ideologismo o per ignoranza, ai cittadini democratici. Le altre forze politiche devono chiedere serietà su questo punto.

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