Spadolini, un italiano

Ricordare Spadolini, e il suo rapporto con l’Europa, a 25 anni dalla scomparsa. Al Museo Cambellotti di Latina, questo venerdì dalle 16.30 L’Iniziativa Repubblicana e l’Istituto di Studi federalisti «Altiero Spinelli», con il Patrocinio del Comune, rinnoveranno una memoria collettiva, perché la storia non è qualcosa di astratto e distante. La storia è la vita di un Popolo, che si fa ogni giorno presenza, fatto. In questo senso dal passato, e intorno al passato, si costruisce il futuro. E in questo senso i giganti del passato, diventano mito, cioè qualcosa che ti ritrovi non dietro ma davanti. Perché il loro pensiero non sta, ma fa. Fa nelle opere e nei progetti di chi quel pensiero provvede a tenere in vita. Così l’uomo Spadolini si può anche ricordare, ma le sue cose no, il suo lavoro intellettuale è ancora qui, a farci crescere, a farci riflettere, a farci maturare.

Cosimo Ceccuti sarà uno dei protagonisti (dopo i saluti istituzionali del Sindaco Damiano Coletta, del presidente della Provincia Carlo Medici e dell’Assessore alla Cultura Silvio Di Francia) con Davide Giacalone e Mario Leone. In qualche modo Ceccuti ne ha raccolto l’eredità. Già professore ordinario presso la facoltà di scienze politiche “Cesare Alfieri” di Firenze e presidente della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia. La Fondazione, costituita da Giovanni Spadolini nel 1980, con decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini, ha sede a Firenze, sulla collina di Pian dei Giullari: per statuto essa mette a servizio degli studiosi l’ingente patrimonio culturale e la biblioteca che lo statista le ha lasciato al momento della scomparsa, nel 1994.
Scopo prioritario della Fondazione è la continuità della pubblicazione della “Nuova Antologia”, una delle più prestigiose riviste culturali italiane ed europee, nata a Firenze nel 1866, erede della ”Antologia” di Giovan Pietro Vieusseux che Spadolini diresse per tanti anni e fino alla sua morte.

Fra gli autori delle migliaia di articoli apparsi dal 1866 al 2005 nella prestigiosa rassegna ricordiamo fra gli altri, in campo letterario Carducci, Capponi, Manzoni impegnati nel dibattito sulla lingua, Francesco De Sanctis che vi “anticipa” i capitoli della Storia della letteratura italiana, De Amicis le pagine di Cuore, Verga quelle di Don Gesualdo, D’Annunzio le Laudi, Pirandello Il fu Mattia Pascal, Palazzeschi Le sorelle Materassi, Bacchelli Il Mulino del Po. Con loro Fucini e Matilde Serao, Pascoli e Grazia Deledda, Papini e Gadda, Cecchi e Maria Bellonci, Saviane e poeti quali Chiara, Ungaretti, Saba, Montale, Luzi.
Ci sono critici letterari come Bo e Pampaloni, filosofi come Croce, Gentile e Garin, giornalisti scrittori come Prezzolini e Montanelli, economisti come Luzzati ed Einaudi, critici musicali come Panzacchi e Mila, scienziati come Fermi e Marconi, storici come Salvemini, Salvatorelli, Romeo, De Felice, giuristi come Jemolo, Calamandrei e Barile. E gli storici dell’arte e dei beni culturali, gli esperti del cinema, i protagonisti in ogni tempo del dibattito sui grandi temi sociali, economici, politici e istituzionali caratterizzanti il divenire del paese, nel contesto europeo.

Abbiamo intervistato Cosimo Ceccuti.

Ascolta l’intervista