Cosa vogliono gli italiani e cosa vogliono i politici

«La Presidenza della Repubblica sta gestendo in modo impeccabile la crisi di Governo apertasi con le dimissioni del Presidente Prof. Giuseppe Conte, non solo nel solco del dettato costituzionale ma, anche, con energia richiamando le forze politiche alle loro responsabilità per trovare soluzioni politico-programmatiche di lungo respiro capaci di affrontare e risolvere le questioni gravi che affliggono il popolo italiano». Così, in una nota, il segretario nazionale del PRI Corrado De Rinaldis Saponaro.
«Dopo il primo giro di consultazioni abbiamo con chiarezza avuto la sensazione che i maggiori gruppi presenti in Parlamento si preoccupassero di rivolgersi al proprio elettorato per mantenere o espandere il consenso più che a dimostrare interesse a costruire alleanze politiche capaci di poter dar vita a governi di lungo respiro, che sappiano affrontare i problemi dell’economia nazionale aggravata dalla congiuntura negativa internazionale, i problemi del debito pubblico, i tagli delle tante spese improduttive, un rapporto collaborativo con i paesi europei finalizzato a superare alcuni trattati (Dublino) ed a farne applicare altri (Lisbona), i problemi veri della sicurezza con la lotta alle mafie, le problematiche derivanti dalle burocrazie, lo sblocco delle opere pubbliche, una politica di investimenti a favore delle imprese, un’attenzione all’ambiente ed una serie di interventi per il Mezzogiorno».
«Andremo alle elezioni anticipate?», si chiede Saponaro. «Forse è molto probabile, ognuno dei contendenti crede di poter incassare un dividendo soddisfacente. Si farà un Governo a tempo per bloccare l’aumento dell’IVA e fare una legge finanziaria per andare a votare? Tutte e due queste ipotesi vedrebbero l’opposizione dei repubblicani. Se le forze politiche del PD e 5 Stelle, e magari altri, consapevoli della grave situazione in cui versa l’Italia e delle conclusioni del G7 che non ipotizzano una crescita economica mondiale nel prossimo futuro, si impegnassero in un forte accordo di Governo politico-programmatico che contempli importanti riforme strutturali, in questo caso, avranno il consenso dei repubblicani.
Un accordo di questo tipo sarebbe corretto che avesse come Presidente del Consiglio il Prof. Giuseppe Conte perché a lui dobbiamo il ritorno in gioco dell’Italia nei rapporti con le democrazie europee ed occidentali, alla sua abilità dobbiamo la svolta europeista del Movimento 5 Stelle che da essere confinato al gruppo di Farage si è dimostrato protagonista nell’elezione di Ursula von der Leyen e guarda caso anche alla elezione del rappresentante italiano del PD alla Presidenza del Parlamento europeo David Sassoli».