Quelli che andiamo al voto!

Coloro che sostengono le ragioni del voto non avanzano una soluzione politica della crisi, semplicemente non ne vedono alcuna possibile. In una democrazia infatti non è in discussione il voto, che è previsto regolarmente, quanto semmai la durata del mandato elettorale. La nostra costituzione repubblicana prevede ad esempio che il livello legislativo si mantenga cinque anni, per cui l’interruzione dello stesso per un ricorso alle urne, comporta una discrasia grave rispetto al nostro ordinamento ed è dovere del Capo dello Stato fare tutto il possibile perchè questo non accada, altresì dovrebbero fare le forze politiche invece di mettersi subito a dire: votiamo. Se una forza politica per ragioni di interesse di parte ritiene necessario interrompere il normale corso della legislatura si assume una responsabilità grave, tale da meritarsi di venire immediatamente isolata. Non che non siano possibili e persino necessarie le crisi di governo, ma alle crisi bisogna saper rispondere con una proposta positiva per il proseguio della legislatura, se non la si possiede, meglio non aprire la crisi, che accerta il proprio fallimento.

Il professor La Malfa preoccupato più degli aspetti economici che di quelli costituzionali, ha espresso oggi a Radio radicale il suo timore per l’aggravarsi di questi. Una volta andati al voto, prima che si costituisca un prossimo governo capace di affrontarli, il paese potrebbe già essere belle che spacciato. Per cui anche sotto il profilo economico servirebbe un governo subito in grado di mettere al sicuro i conti dello Stato e dei cittadini. Nel caso in cui le difficoltà fossero tali da rendere impossibile un esecutivo di questo genere e si votasse davvero in autunno escludete qualsiasi modifica alla legge elettorale. Non ci sarebbero ragioni, come non ci sarebbero argomenti tali da convincere un parlamento in crisi a votare una nuova legge elettorale, nemmeno si trattasse della legge più adatta al profilo della nostra carta costituzionale, che non era compatibile né con il maggioritario, né con lo sbarramento, né con la raccolta delle firme per alcuni soggetti ed altri no.