Il possibile contro il probabile. La proposta Segneri

Seconda giornata di consultazioni per una crisi che la fa da padrona sui social, almeno in attesa della serie A. Il Pd ha aperto le trattative con il Movimento, elencando cinque punti “per iniziare a discutere”: appartenenza leale all’Unione europea; pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, a partire dalla centralità del parlamento; sviluppo basato sulla sostenibilità ambientale; cambio nella gestione di flussi migratori, con pieno protagonismo dell’Europa; svolta delle ricette economiche e sociali, in chiave redistributiva, che apra una stagione di investimenti. «Il “contratto” è stato un errore», secondo Zingaretti. «Lo dico non per spirito polemico ma per evitare di commettere di nuovo errori. Una somma di provvedimenti partoriti da due programmi alternativi che hanno via via aperto una competizione tra Lega e 5 stelle e fatto prevalere l’affermarsi di un tentativo di vera e propria rivoluzione conservatrice incarnato e rappresentato da Salvini con il linguaggio e lo stile che gli appartengono. Sfruttando la domanda di protezione degli italiani non si è dato vita al rafforzamento di politiche sulla sicurezza , ma si è mirato alla ricerca ossessiva di nemici, capri espiatori, propaganda».

Matteo Salvini parla di ‘inciucio’. Silvio Berlusconi dice: o governo di centrodestra o voto. Giorgia Meloni, leader di Fdi, ha dal canto suo ribadito la posizione già espressa in più occasioni, ossia il ritorno immediato alle urne: «Le elezioni sono oggi l’unico esito possibile, rispettoso dell’Italia, dei suoi interessi, del suo popolo e della Costituzione. Se Mattarella decidesse di seguire la strada di un incarico esplorativo per formare un nuovo governo, dovrebbe affidarlo a un esponente di centrodestra per rispettare la volontà popolare». Fuori dal Quirinale è ancora più precisa e tagliente: «L’ipotesi di un governo M5s-Pd per me è oscena perché cambia diametralmente le politiche” su migranti, fisco, Ue».

«Nell’economia sono pericolosi gli zeri che stanno dietro, nella politica quelli che stanno davanti» (Ronald Searle)

Anche il mondo repubblicano si è espresso, con le posizioni di Giorgio La Malfa, che ha lamentato il poco tempo per fare qualsiasi cosa, il vicesegretario Riccardo Bruno e Salvatore Piro che ha parlato di “salto nel buio”.

Da qualche anno Pier Paolo Segneri, storico attivista radicale (è l’inventore tra l’altro della ‘rosa nel pugno’) e giornalista, sta proponendo, su L’Opinione e su Radio Radicale, la sua idea. Lo abbiamo intervistato.

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