Il debito della Croce Rossa con il pensiero laico

Il 22 agosto 1864, viene firmata da 16 Stati europei la Prima “Convenzione di Ginevra per il miglioramento delle condizioni dei feriti delle forze armate in campagna”. «Il documento», spiega lo storico Antonino Zarcone, «si ispira alle idee dell’uomo d’affari svizzero e massone Henry Dunant. Idee contenute nello scritto Un Souvenir de Solferino dove egli racconta la sua esperienza di testimone della battaglia del 1859, quando ancora non esistevano meccanismi per accordare tregue e recuperare i feriti, lasciati spesso a morire a causa delle ferite o della sete. Nella sua opera Dunant descrive gli orrori cui ha assistito e propone la fondazione di un corpo civile volontario di soccorso responsabile della cura dei feriti sul campo di battaglia».

Idee accolte dalla “Società Ginevrina per il Benessere Pubblico” che nel 1863 crea un comitato di cinque persone che costituiscono il primo Comitato Internazionale della Croce Rossa organizzatore dell’incontro ginevrino dell’anno successivo. «La Convenzione di Ginevra pone le basi del diritto internazionale umanitario contemporaneo, stabilendo regole universali per la protezione delle vittime nei conflitti, l’obbligo di estendere senza alcuna discriminazione le cure a tutti i militari feriti e malati, il rispetto del personale medico, del materiale e delle attrezzature sanitarie attraverso l’emblema protettivo della Croce Rossa».