Una crisi ancora da definire

Chiedo ancora scusa agli amici ma il 20 agosto, dal 1981, è per me giorno di meditazione schellinghiana e mi infastidisce moltissimo occuparmi di altre questioni. Purtroppo non si può ignorare la crisi di governo per quanto questa abbia assunto alcuni toni farseschi che più che Schelling ricordano Gauthier, l’autore del capitan Fracassa. Il comportamento del premier Conte è stato sotto il profilo costituzionale ineccepibile, il suo discorso al senato più discutibile, del suo governo, per la verità io credo meriti apprezzamento solo il tentativo di evitare la procedura di infrazione europea. Il problema è che difficilmente Conte potrà, anche ottenuto un reincarico, formare un nuovo esecutivo in questa legislatura, perchè il garante del governo giallo verde muore con quel governo che al momento appare morto. Solo ricucendo con Salvini Conte potrebbe restare al suo posto, cosa che appunto pare impossibile. È possibile invece un governo Pd 5 stelle? Certo che si ma ammesso sia facile individuare chi lo guidi, nessuno può essere certo di quanto possa durare, oltre che della sua efficacia. Per questo Salvini che ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare ed appare bastonato, ha ancora qualche possibilità di riemergere. Purtroppo il Pri non sarà consultato dal Capo dello Stato e sarebbe quindi opportuno che gli organismi facciano sapere la loro opinione il prima possibile. Il dibattito fra noi è libero, ci mancherebbe, ma gli organismi devono pronunciarsi e direi anche in fretta. La mia opinione per quel che conta, coincide strettamente con un aspetto sottolineato dal discorso del presidente del Consiglio per cui andare al voto ogni anno non è democrazia, ma follia.

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