«Ad una svolta politica deve coincidere una svolta economica»

In queste ultime settimane c’è stato un deterioramento della situazione economica internazionale. È fermo il mercato tedesco, in Cina rallenta la produzione industriale. La guerra dei dazi di Trump comincia ad avere i suoi effetti in tutto il mondo. Per avere il quadro completo dobbiamo aggiungere la crisi finanziaria in Argentina e a Hong Kong e le incertezze legate a Brexit.

Da qui parte una riflessione di Giorgio La Malfa su Il Mattino. La maggioranza giallo-verde è stata inadeguata, e la questione economica non è stata mai al centro dell’azione politica. «Non è stata fatta una diagnosi delle cause della debolezza ‘strutturale’ dell’economia italiana e di conseguenza non è stata impostata un’azione di politica economica volta a superare questi problemi. Sul piano economico i due partiti si sono concentrati sulla concretizzazione di alcuni punti del loro programma elettorale (la quota 100 per gli uni, il reddito di cittadinanza per gli altri), al di fuori di una impostazione complessiva di politica economica».

«Quanto alle politiche di bilancio, se pure si poteva parlare all’inizio di questa esperienza di una volontà di utilizzare il bilancio pubblico per sostenere una più forte ripresa, in realtà il governo si è conformato alle indicazioni europee senza neppure di dare al bilancio dello Stato un contenuto più espansivo mediante una ricomposizione qualitativa della spesa».

Per La Malfa da questa crisi si deve uscire, e magari sarà anche uno momento storico in cui la svolta politica possa coincidere con una svolta economica, perché l’economia deve tornare al centro dell’agenda, anche approfittando della maggiore attenzione dell’UE e del lavoro delle istituzioni europee per la ripresa.

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