Con l’entusiasmo faremo grandi cose…

Cosa è il Partito Repubblicano oggi? Intanto due cose. Storia ed entusiasmo. Ed è questo che rende vivo un partito piccolo, che non vuole essere un Museo ma è qui per dire che i suoi valori ci sono, e sono attuali. E la voglia di fare la senti dalle sezioni. Siamo quasi appena nati, noi de L’Iniziativa Repubblicana, ma abbiamo raccolto già la voglia di esserci non solo da Roma e dal Lazio ma dalla Romagna, dalla Toscana, e dalla Puglia e da Napoli e da Caserta. E saremo ancora qui (dopo la pausa di ferragosto) a farci voce delle altre sezioni, perché entusiasmo monta entusiasmo, sale, rimbalza, si rinforza. Senza di lui non si è mai creato niente di serio e di importante. È l’eccitazione che ci fa andare avanti, ci pone obiettivi, e i repubblicani hanno bisogno di confrontasi col mondo, ispirare, suggerire. Se ci si accende poi la gente lo vedi che stai bruciando e a quel punto hai vinto. La vita politica è questo infiammarsi per infiammare. Di entusiasmo si vive, è la terapia dell’esperienza, il resto lo fa la saggezza di chi guida, la segreteria di Corrado De Rinaldis Saponaro che dal congresso di Bari ha sostanzialmente detto che la politica è progetto, e di questo dobbiamo farci carico tutti.

«Un sogno è solo un sogno. Un obiettivo è un sogno con un progetto e una scadenza» (Harvey B. Mackay)

E anche a Roma, dopo due anni di commissariamento, si è scelto di essere quello che si è progettato di essere. Michele Polini, Saverio Collura e Claudio Chioccarello, insieme a tutti gli amici della direzione hanno fatto in pochi mesi l’impensabile. Una campagna elettorale per le europee, coinvolgendo anche Graham Watson, e Davide Giacalone a Campo de’ Fiori e un congresso straordinario. Certo, ci sono le difficoltà, c’è la consapevolezza di errori, delusioni e inciampi. Non è un percorso su strada. È come quando si è per mare, bisogna navigare con il vento che c’è.

Con un Paese piano di problemi all’inverosimile, l’attualità dei repubblicani diventa compito, missione, urgenza. Non è un capriccio esistere, è una responsabilità. Ne abbiamo perlato con Claudio Chioccarello, segretario organizzativo dell’unione romana del PRI.

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