La scatoletta di tonno

Il voto del Senato sulla tav ha aperto il movimento 5 stelle come una scatoletta di tonno. Il partito di maggioranza relativa si è scoperto formidabilmente isolato, rispetto non solo alle opposizioni ma persino ad i suoi alleati di governo, peggio della Dc di Fanfani ai tempi del divorzio che almeno poteva contare, si fa per dire, sul vecchio Msi di Almirante. Il movimento 5 stelle non ha nemmeno la solidarietà del suo presidente del Consiglio che è d’accordo nel merito con la Lega e le opposizioni. Una situazione inedita ed inaudita che dovrebbe non far si che il ministro Toninelli si dimettesse immediatamente, ma che il movimento intero si ritirasse dall’esecutivo formalizzando l’apertura della crisi. Visto che il Pd condivide la stessa idea di sviluppo di Salvini, perchè mai voler sfiduciare il ministro dell’Interno? Piuttosto Zingaretti dovrebbe fare il governo insieme a Lega, Fratelli d’Italia e Berlusconi e l’attuale presidente del Consiglio potrebbe benissimo rimanere. Il bello di questa vicenda è che la Tav è un progetto della fine degli anni ’80 del secolo scorso. Il governo invece di fare l’analisi costi benefici avrebbe dovuto dirci perchè non è mai stata realizzata in tutti questi anni, trenta e passa. E ammesso che la Tav abbia ancora un senso, coloro che la vogliono la facessero invece di farsi intimidire dalle proteste in Val di Susa, tanto più che oggi sono autorizzate da questo Parlamento. Il movimento 5 stelle dovrebbe invece andare a difendere le ragioni dei vallegiani. Se invece si rimetterà al Parlamento continuando a svolgere il suo compitino, non si lamenti se poi in Italia comanda Salvini che ha un solo vero alleato, il Pd.

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