Rifiuti, l’oro di Roma

Nel Piano rifiuti regionale 2019-2025, approvato venerdì in Regione, è compresa la dismissione del termovalorizzatore di Colleferro, “assegnando a LazioAmbiente la progettazione di un nuovo presidio industriale, in cui sarà possibile eseguire processi di lavorazione senza alcuna combustione per estrarre materie dai rifiuti in uscita dai Tmb”. Un progetto che dovrebbe nascere nel 2021. E che dovrebbe sancire la definitiva uscita da una situazione di eterna emergenza.
Per far fronte alla carenza di impianti, la Regione stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti. I 6 milioni, ha spiegato l’assessore ai Rifiuti Massimiliano Valeriani, sono per il solo 2019 e non è escluso che possano arrivare altri fondi.

«Ringraziamo i sindaci generosi che ci hanno aiutato, ma non si può vivere in un’eterna emergenza» (Nicola Zingaretti)

La Regione, mira inoltre «a superare l’approccio dell’economia lineare – è stato spiegato – in cui la produzione genera rifiuti che vanno trattati e smaltiti, per passare invece a un’economia circolare che punta alla riduzione dei rifiuti e ad un recupero di materia». Ennesimo niet, invece, per i termovalorizzatori.

E ora partono i tempi tecnici per la pubblicazione del piano: 60 giorni per le osservazioni e altri 30 per le controdeduzioni, per poi approdare all’esame definitivo della Commissione e del Consiglio regionale, il prossimo autunno.

Dopo la bocciatura da parte del Comune di Roma dello scorso febbraio, l’Ama è intanto pronta a ripresentare il bilancio 2017. Un passivo importante che comunque secondo il presidente Luisa Melara, dovrebbe ridursi nel 2018 e ulteriormente nel 2019. Sono previste 280 assunzioni.

Siamo tornati a parlarne con Michele Polini, segretario dell’unione romana del PRI.

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