Giustizia, non è ora il momento di una Riforma seria

Un lungo consiglio dei ministri, che non è arrivato a nessun risultato. Otto ore per confermare una reciproca diffidenza e un malcontento che da mesi lo puoi quasi toccare. Poi, Salvini, ci torna su, in maniche di camicia, al «Papeete beach» di Milano Marittima. Non il massimo come luogo istituzionale. Ma anche lì capisci che il Vietnam continua.

Vediamo di capire meglio. Il disegno di legge proposto dal Ministro Alfonso Bonafede, prevede le deleghe al Governo su alcuni temi (la riforma del processo civile, la riforma del processo penale, la riforma dell’ordinamento giudiziario e il CSM). L’obiettivo è quello che di migliorare e rendere più efficace e rapido il “sistema giustizia” per arrivare alla fine di un processo in un tempo ragionevole.
In particolare, nel processo civile, è prevista l’eliminazione dell’atto di citazione (che sarà sostituito dal ricorso), l’eliminazione dell’obbligo di mediazione (in quelle materie dove si è vista la sua inutilità), un maggior peso dell’avvocato nella negoziazione assistita, l’introduzione della class action, il potenziamento del processo civile telematico.
La maggioranza non ha trovato un accordo sulla riforma del processo penale. Il disegno di legge prevede la durata massima del processo fissata in 6 anni, la disciplina delle intercettazioni e la separazione delle carriere dei magistrati. La riforma sul Csm è presentata come urgente dopo l’inchiesta nata dal caso Palamara: il numero dei consiglieri viene portato a 30: i 20 togati dell’organo di autogoverno dei giudici saranno eletti con un primo sorteggio tra i 9500 magistrati, quindi ci sarà un voto sui sorteggiati. Ma l’Anm aveva già avvertito: «Il sorteggio è incostituzionale. La norma oggi in vigore in Costituzione prevede l’elezione dei magistrati. E sorteggio ed elezione sono due cose tra loro inconciliabili».

«Perché la stupenda frase “la giustizia è uguale per tutti” è scritta alle spalle e non davanti ai magistrati?» (Giulio Andreotti)

«Bonafede ci mette pure la buona volontà», dice Matteo Salvini, «ma la cosiddetta riforma non c’è, è acqua, dovrebbe essere imponente, storica, come quella che la Lega ha pronta che separa le carriere, dimezza i tempi dei processi, premia chi merita e punisce chi sbaglia». La risposta arriva in una diretta Facebook: «La separazione delle carriere dei magistrati e la riforma delle intercettazioni sono i due punti forti della politica della giustizia di Silvio Berlusconi. Dico alla Lega che sono aperto a tutte le proposte, ma non stanno governando con Silvio Berlusconi. Se lo metteremo in testa».

Il testo è stato approvato “salvo intese”, deve cioè tornare sul tavolo del governo per modificarlo, o andare direttamente in Parlamento. Non ci saranno riunioni tecniche nell’immediate ma c’è troppo nervosismo per immaginare ci si possa di nuovo sedere attorno a un tavolo per discutere.

E il Partito Repubblicano? Lo abbiamo chiesto ad Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale.

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