«L’Altra Italia è un’idea di La Malfa. Ma Berlusconi è fuori tempo massimo»

Una ne pensa e cento ne fa. Certo Silvio Berlusconi non si fa intimorire da Toti. E nemmeno dall’età. Così riparte dall’Altra Italia, tra narcisismo e tatticismo.
«Un’Italia che dalla politica si aspetta equilibrio, saggezza, esperienza, competenza, spirito di servizio e non protagonismo. L’Italia che lavora e che apprezza chi sa lavorare. L’Italia che non confonde umanità con buonismo né rigore con cinismo».
Non è un partito nuovo, specifica subito. Piuttosto una federazione “tra soggetti che pensano a un nuovo centro moderato ma innovativo, alternativo alla sinistra, ancorato ai valori liberali e cristiani, alla tradizione democratica e garantista della civiltà occidentale, in prospettiva alleato ma non subordinato alle altre forze del centro-destra”. E quando dice tutti, intende proprio tutti: forze politiche, amministratori locali, associazioni, realtà civiche. Chiunque si senta a disagio in questa situazione politica: «Le tre anime di questo governo, quella di destra della Lega, quella della sinistra pauperista e giustizialista dei Cinque Stelle e quella tecnocratica del premier Conte e di alcuni ministri, sono impegnate in una continua lite che ne conferma l’incompatibilità di valori e di programmi».

Continua Berlusconi: «In questa situazione le dimissioni immediate del governo e le elezioni anticipate il più presto possibile sarebbero l’unica scelta responsabile, per ricostruire alle elezioni un centro-destra unito e vero, in grado di riprendere in mano il Paese e farlo uscire da questa difficilissima situazione. Fino a quando questo non avverrà la situazione dell’Italia è destinata ad aggravarsi ancora».

«Assistiamo ad una campagna elettorale permanente sulla pelle delle istituzioni e – ciò che più conta – degli italiani. Vengono annunciati provvedimenti contraddittori, che non riescono ad avere seguito. L’opinione pubblica è disorientata, lacerata e divisa. Si coglie un preoccupante clima di tensione o addirittura di odio che viene alimentato dall’uso irresponsabile delle parole, da tutte le parti, compreso il Partito Democratico, che conduce un’opposizione tanto gridata quando inconcludente e priva di prospettive, che non siano quelle di un’inquietante alleanza con i Cinque Stelle».

Cosa ne pensa il Partito Repubblicano? Lo abbiamo chiesto a Riccardo Bruno, vicesegretario nazionale.

Ascolta l’intervista
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