Lettera aperta a Oscar Giannino

Ho letto da poco il tuo post su Facebook e confesso che sono incazzato. Capisco che in Italia, anche nel mondo dell’ informazione, ci sia una specie di corsa a sostenere il cavallo vincente. È stato sempre così e così sarà sempre.
Sorprende, ma non più di tanto, che si stanno restringendo sempre di più i parametri delle libertà e delle diversità e non solo quelle di opinione.
Viviamo in un’epoca, dove purtroppo il diverso mette paura e la nostra paura la sfoghiamo verso chi è ancora più debole di noi.
Dal ’92 abbiamo assistito prima alla morte in diretta dei partiti politici, poi alla creazione delle liste civiche, passaggio necessario per costruire i partiti fai da te, che nelle varie edizioni, Berlusconi, Grillo e Salvini fanno e disfano a loro piacimento. Tanto chi li controlla ? Oggi vanno di moda i leoni da tastiera . A loro, continuo a preferire gli anni della mia giovinezza quando si faceva politica in prima persona.

L’ altro giorno alla morte di Borrelli hanno citato una sua frase: «Forse non ne valeva pena buttare giù il sistema precedente». Di Borrelli preferisco ricordare un altra frase: «Resistere Resistere Resistere».
Una frase che vale per te, ma anche per il PRI che tu ben conosci. Nel nostro piccolo mondo laico, un mondo sempre più piccolo, quasi impercettibile, mi domando come così a cuor leggero si possa fare a meno di una personalità come la tua.
Certo, qualche cazzata l’ hai fatta, ma certamente l’ unico a essere vittima e carnefice è sempre la stessa persona: Oscar Giannino.
E da quanto so hai pagato abbastanza sia dal punto di vista professionale che personale.
Mi auguro che tutte queste negatività ti diano la consapevolezza e la forza di reagire.
Spero che un giorno, tu possa tornare a fare politica, e magari a non essere d’ accordo su quanto sostieni. Come diceva Venditti in sua canzone di successo: «In questo mondo di ladri c’è sempre un gruppo di amici che non si arrendono mai»