Forse 150 morti. E una politica che non c’è

Sentiamo dire dire che non si possono accogliere tutti, che l’Europa deve fare di più e che il Trattato di Dublino non funziona, che occorre aiutarli a casa loro. Ma resta il fatto oggettivo che altri 150 esseri umani, fuggiti dal proprio paese abbiano finito le loro vite in pasto ai pesci. E questo non è ammissibile.
Perché?
Perché non è umano. Perché nel 2019 ci si aspetta che i secoli di storia che ci lasciamo alle spalle pieni di guerre, ingiustizie, tirannie, crudeltà abbiano potuto insegnare qualcosa.
Perché non si può cadere in un processo involutivo sull’etica così velocemente. Perché quando abbiamo paura preghiamo Dio. Perché da bambini aspettavamo che Babbo Natale ci portasse i doni se eravamo stati buoni. Perché abbiamo delle madri, dei padri, dei fratelli, delle sorelle. Perché parliamo di famiglia.
E perché se noi viviamo in questo modo, non possiamo farlo ignorando che qualche chilometro più in là, dove andiamo a fare il bagno l’estate, degli esseri umani stiano affogando, da soli, senza aiuto.
Perché stanno diventando così tanti che il mare comincia a portare le loro voci, le loro grida vicino a noi. Cominciamo ad ascoltarli.
E se vogliamo zittirli, dobbiamo trovare un modo, nuovo, originale, sensato, buono, solidale, perché le voci tacciano, trovando la loro pace.


Nessuno è così sciocco da ritenere che il fenomeno migratorio sia delicato e importante.
Ma assistiamo ad una politica che urla inutilmente per sfruttare la paura in modo ipocrita, rifiutandosi di adempiere al proprio ruolo che, in questo caso, significa gestire il fenomeno migratorio con strumenti adeguati, finanziamenti, professionisti adeguatamente preparati, formazione, legalità. Soprattutto legalità. Non c’è gestione del fenomeno migratorio senza una gestione della legalità interna ed esterna. Una gestione della legalità che richiede il pugno duro ma non in senso esclusivamente sanzionatorio, inutile e tardivo, bensì duro in senso preventivo. Ciò richiede una strategia, relazioni internazionali, confronto, applicazione delle best practice.
In una parola: richiede “politica”. Una politica che non c’è, non esiste, una politica senza la quale il paese è destinato ad implodere. Mentre altri esseri umani continuano ad annegare.

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