Oscar Giannino e la Provvidenza

Ora, Oscar Giannino può anche non piacere. È lo specchio dei tempi. È il mercato, bellezza. Per come non lo abbiamo mai voluto noi repubblicani. Cioè un darwinismo sociale in cui si sgomita, in cui i migliori vengono premiati (forse) e gli altri, tanto peggio per loro. Quel mercato che piace a Giannino, che è partito da repubblicano per poi ritenere che lo Stato non debba mettere mano, che è tutto perfetto questo mondo fatto di domanda e offerta, che questa bilancia è un altare, una fede, e devi aver fiducia e anzi bruciare incenso e girarci intorno recitando salmi.

«Il mercato è quel luogo appartato dove gli uomini possono ingannarsi l’un l’altro» (Diogene) 

«Le imprese editoriali sono imprese, e come tali hanno tutto il diritto di scegliere cosa pubblicare e cosa no», così ieri l’Istituto Bruno Leoni commentava a caldo la notizia che Giannino non terrà più su Radio 24 la sua fortunata trasmissione, La versione di Oscar. «Ma se è completamente legittimo che il suo attuale editore decida di cambiare la programmazione radiofonica per il prossimo anno, scegliendo di fare a meno di Oscar, a inquietarci è in realtà qualcosa d’altro: che Oscar non abbia già una collocazione alternativa, come dovrebbe essere inevitabile per chi, da anni, viene premiato, e in modo tutto fuorché marginale, dagli ascolti e dall’attenzione, dall’affetto persino, di chi lo segue». E il paradosso è proprio di un sistema economico che piace alla gente che piace. E se la gente che piace, di colpo, non dovesse più piacere, tutte le sue competenze, le sue professionalità, i suoi studi, azzerano il loro “valore”. Non sarà così, Oscar continuerà a lavorare, e bene, e approfitteremo tutti della sua intelligenza, della sua cultura. Ma è la prima e più immediata conseguenza di un mondo animale dello spirito senza regole e in cui si immagina debba intervenire una mano divina. La Provvidenza.

Noi ci auguriamo che questo sia un passaggio di crescita. Ne approfittiamo solo per mettere due cose in mezzo alla riflessione. Oscar ce la farà. Meglio che le regole in economia le controlli lo Stato e non la Provvidenza.

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