«No, non ci fidiamo affatto dei Cinque Stelle»

Diciamo le cose per come stanno. C’è un moVimento, dove la V sta per Vaffanculo. Giusto per esser chiari. E a dover andare a fare in culo era tutta la Politica. Perché loro, quelli che diventeranno poi i 5 Stelle, sono orgogliosamente anti-. Il loro fondatore è un comico che ha fatto ridere prendendo in giro i socialisti e questo faceva tendenza e un po’ ci piaceva. Perché tutti avevamo un socialista che ci stava antipatico. Poi ha cominciato a dare le prime anticipazioni del contenuto del suo MoVimento: dice che l’Aids è un complotto, che la Rita Levi Montalcini è una “vecchia puttana” finanziata dalle multinazionali e che Veronesi consiglia mammografie per avere sovvenzioni per il suo istituto. Insomma, delicato.

Poi, con un maneggione informatico mette su questa cosa imbarazzante che ha subito un grande compito: riuscire a raccogliere la rabbia del popolino, che non ha amato Mario Monti e non sa più a che santo votarsi. E affida il suo (giusto) rancore ai primi che passano da lì: uno che vendeva bibite allo stadio, la Taverna vice-presidente del Senato, un ex del Grande Fratello alla comunicazione, una ex Iena che si fa i selfie nudo in bagno (quello che ha tentato di incastrare un ex regista, poi prosciolto da ogni accusa), uno che voleva fare politica in barca a vela, un altro che vuole uno spazio Yoga in Senato, un altro che dice in tivvù che il pericolo sono i chip sottopelle. Il presidente della Camera è laureato con una tesi sui neomelodici; niente da dire sulla tradizione napoletana ma insomma. E ancora: Morra fa lo sceriffo, Di Battista scrive diari esotici, Vito Crimi spiega l’informazione ai professionisti dell’informazione. Passa, cioè, il messaggio che lo specialista non esista, e che la scienza sia una convenzione. Affinché la cosa sia chiara Grillo, ormai superato in bizzarrie da tutti i suoi adepti, annuncia di voler portare il suo saluto al convegno dei terrapiattisti di Palermo.

Insomma: un mix di anti-politica e anti-intellettualismo nell’era della post-verità. Notriv, notav, nograndiopere. Anti-industriali per partito preso. Il tutto condito, sui social, da odio abbondante per tutti gli eroi del Risorgimento, roba da Museo, quando va bene, tutti folli che ci hanno buttato dentro questo progetto chiamato Italia e a cui non volevamo assolutamente aderire, quando va male. Lannutti fa la guerra alla Massoneria e viene indagato per antisemitismo perché lui al Complotto ci crede davvero. E poi Radio Radicale, il bersaglio preferito.

Ora, capita un voto responsabile, sereno, equilibrato. Quello in Europa. E ci si chiede se siano diventati responsabili, sereni ed equilibrati loro. Lo abbiamo chiesto ad Eugenio Fusignani, vicesegretario nazionale del PRI.

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