Arrivano i rubli!

Il fatto che si possa avere simpatia per Putin senza aver preso un rublo preoccupa più di chi lo sostiene perchè profumatamente pagato. Perché giusto se vieni coperto di rubli puoi sostenere uno come Putin il cui regime è per lo meno opaco. Al potere da più tempo di quanto ci rimase Breznev il presidente russo si permette di criticare la liberaldemocrazia e questo si capisce, un regime liberal democratico lo avrebbe cacciato da quel di quando noi stiamo ancora a doverlo ricevere in pompa magna. Per cui fanno ridere le accuse di presunto finanziamento alla Lega quando Salvini è tutto contento di dire che lui, vissuto sempre a via Bellerio, si trova a casa sua a Mosca. Questo è il problema politico della Lega, non la corruzione internazionale, che non c’è, ma il retroterra putiniano, perchè se uno critica l’Europa, può avere ragioni da vendere, se il modello alternativo è la Russia di Putin, scusate, teniamoci questa Europa con tutti i suoi difetti.

Chiaramente la simpatia putiniana della Lega nasceva in un contesto politico preciso, quello della forza di minoranza, che ai tempi in cui la nato con D’Alema al governo bombardava la Serbia, si recava a Belgrado a simpatizzare con Milosevic. È vero che una volta tornato al governo Bossi si allineò all’azione usa contro Saddam Hussein, ma certi difetti non si scordano facilmente. Eppure si scorge sempre un retrofondo democratico nella Lega perchè ad esempio contro la Russia ha subito sostenuto Guaidò quando il movimento 5 stelle difendeva Maduro, nemmeno i 5 stelle fossero stati pagati loro da Putin. Il dramma che Putin senza sborsare un euro ha dei cretini in Italia che trovano sempre il modo di compiacerlo. Il problema è che la Lega oggi è diventata un partito che punta al 37 per cento, quindi non ha più bisogno di evocare il fantasma putiniano, ma di confrontarsi positivamente con le forze democratiche europee. La prima occasione, il voto alla von der Leyen, l’ha subito fallita, anche se si è visto era stata almeno tentata di spaccare il fronte indipendentista. Quel momento è scritto che arrivi e prima che arrivino i rubli. Perché le dimensioni elettorali che la Lega tende ad assumere non permettono di sedere accanto a Marine Le Pen e tanto meno di guardare a Mosca piuttosto che a Washington

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