«Senza l’Europa avrete il deserto»

A precorrere il Sistema monetario, e già nel 1972, è un accordo del 1972, per garantire la stabilità monetaria, una diretta conseguenza del superamento degli accordi di Bretton Woods: il ’serpente monetario’, un sistema di cambi concertato tra le banche centrali dei paesi europei. All’epoca sembrava impossibile immaginare un Sistema monetario europeo. Bisognava essere folli o visionari.

Ugo La Malfa c’era ancora quel 13 marzo del 1979 (morirà il 26) al battesimo dello SME, lo stesso anno della prima elezione diretta del Parlamento Europeo. Nell’autunno del 1978 aveva tenuto il suo ultimo discorso parlamentare, per sostenere con convinzione l’adesione dell’Italia. Le altre forze politiche o erano apertamente contrarie (socialisti e comunisti), oppure indecise (come la Democrazia Cristiana). Perplessità condivisa anche da un caro amico di La Malfa come Paolo Baffi, alla guida della Banca d’Italia.
«Ognuno riprenderà la sua marcia nazionale, non certo trionfante oppure vedremo fra qualche mese cosa è avvenuto nella nostra economia. Sono pessimista per natura ma non credo che si possa profetizzare che gli altri Paesi la distruggeranno con una ferocia barbarica». Tanto vale provarci. C’è in Italia una storica incapacità a contenere l’inflazione, c’è una difficoltà a gestire le emergenze sociali in un “contesto monetariamente e fiscalmente controllato”. «Ugo La Malfa ne aveva fatto le spese nella breve esperienza ministeriale al Tesoro tra il 1973 a il 1974 nel IV governo Rumor», scrive Mario di Napoli in Nuova Antologia, «quando era stato sconfessato nel negoziato con il FMI. Invano, aveva allora predicato l’austerità come premessa delle riforme che non avrebbero certo potuto essere frutto degli sperperi, auspicando che la comunità nazionale riuscisse a prendere coscienza dei suoi problemi e non si cullasse nell’impressione di sacrificarsi per un periodo transitorio e poi tornare a fare baldoria». Bisogna mettere al sicuro i conti e l’economia. E lo Sme è la cornice migliore in cui inserire il contenimento e recuperare i margini dello sviluppo.

Ascolta integralmente l’ultimo discorso parlamentare di La Malfa (da Radio Radicale)

Alla fine l’Italia ha aderito: 270 favorevoli, 228 contrari e 53 astenuti. Di quanto fu determinante il contributo di La Malfa è testimone il titolo dell’Economist del 16 dicembre 1878: How little Ugo delivered giant Italy up to the snake’s jaw. Di recente sono stati raccolti i suoi scritti di natura europeista, con l’introduzione di Paolo Savona, dal titolo che sintetizza la posizione, tutta repubblicana e mazziniana: Senza l’Europa avrete il deserto. «Mai la politica è apparsa come agli europei delle più giovani generazioni, come somma della civiltà, e la lotta politica come la lotta per la difesa e la creazione di una civiltà. Questo è il solo risultato positivo della crisi europea. Il senso dell’importanza dei valori di civiltà, e del modo quasi repentino con cui questi valori possono cadere, per errori che al sommo delle cose sembrano banali, è nella coscienza della giovane Europa. Ed è la sola forza morale su cui l’Europa possa contare. Uccidete questa angoscia, questo senso di responsabilità, questo accoramento rispetto al passato, questa ansia dell’avvenire, uccidete questa coscienza orgogliosa di una civiltà millenaria prostrata per gli errori recenti tesa ad un avvenire, ed avrete il deserto».