Domani la von der Leyen cercherà di ottenere la fiducia

Per non lasciare alcun margine al populismo nazionalista c’era bisogno di una presa di posizione netta che potesse bilanciare lo scompenso istituzionale venuto fuori dalle sacche di un consiglio europeo fondato sulla logica franco-tedesca in assenza di una maggioranza socialista e popolare. E lei, la candidata Von Der Lyven alla guida della Commissione europea domani si presenterà al Parlamento europeo per tentare di ottenere la “fiducia”. Chiave di volta non solo l’aver preso posizione per la necessaria riforma di Dublino o una maggiore flessibilità rispetto al patto di bilancio, ma aver focalizzato l’attenzione sul “rispetto dello stato di diritto” definendolo “centrale” per la sua “visione di un’Unione di eguaglianza ed equità sociale. Non ci possono essere compromessi sullo stato di diritto”.

Così ha scritto due lettere, al gruppo dei liberali di Macron e ai socialisti e democratici, dando per acquisito l’appoggio dei popolari, proclamandosi pronta a sostenere la proposta di fare dello stato di diritto una parte integrante del prossimo quadro finanziario pluriennale. Servirebbe un richiamo forte anche allo strumento necessario per attivare un circuito democratico coinvolgente, che superi l’attuale stallo istituzionale, mettendo al centro una rivoluzione federalista, per un Parlamento centro decisionale e una capacità autonoma di bilancio.

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