Cosa disse della Massoneria Tiziana Parenti

Dopo le uscite più o meno felici del presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, che sta proseguendo una campagna che ai più appare solo diffamatoria e politica, già avviata dal suo predecessore, Rosy Bindi, tornano a circolare le parole di un vecchio presidente della stessa Commissione, Tiziana Parenti.

L’occasione fu la presentazione di un libro dell’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Virgilio Gaito. «Mi chiesi come mai la Massoneria viene demonizzata, a prescindere dalle ragioni storiche della Chiesa e capii che era la mancanza di conoscenza e anche forse il fatto che il suo intento è quello di aggregare i migliori della società, quelli cioè che si impegnano per affermare i valori, i sostenitori della cultura, della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza. […] Coloro che sono portatori di valori al sopra della media e della sottomedia, come ho avuto modo di vedere anche in Parlamento che non era e non è frequentato proprio da spiriti eletti ma da gente un po’ occasionale. Penso che queste persone nel confronto vengano percepite come pericolose. Noi siamo una società in cui il merito non è un valore, ma un disvalore. Tutti dobbiamo andare con la corrente e questo ha impoverito il paese. Di fronte a una grande storia, culturale, quella della Massoneria e del Grande Oriente, la massa ha paura, perché non riesce ad arrivare a capire perché ci debba essere qualcuno che si preoccupa di problemi come etica, libertà, ed è per questo che ipotizza che esse sia un percorso con strade traverse che conducono altrove. Le società povere culturalmente per affermarsi devono trovare dei capri espiatori, la mancanza di cultura genera superstizione, le superstizioni cancellano le grandi personalità dalla storia. E la storia affidata alle piccole persone è dominata dall’oscurantismo».

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