Morra e le calunnie in libertà. Sgarbi difende la Massoneria

Ora, che la Massoneria non sia più degna della sua storia e della sua tradizione è un dato di fatto. Oggi, diciamo meglio, non è in grado di essere il laboratorio che è stato, la palestra di Bildung conoscitivo, importante (e a tratti fondamentale) luogo di formazione pre-ideologica e valoriale. Vale per molte cose, e anche per la nostra cultura. In Italia abbiamo avuto il Rinascimento, Pico Della Mirandola, Marsilio Ficino. Oggi abbiamo Saviano.

Vittorio Sgarbi

Però il rispetto, quello alla Massoneria bisognerebbe concederlo. Oggi che non ha più nemmeno la forza di pretenderlo. La Massoneria è figlia dell’Illuminismo (ne ha definito cuore e sostanza Lessing: l’autore di Nathan Il Saggio ha anche scritto i Dialoghi massonici), del massone Voltaire. Per i suoi principi di Tolleranza ha combattuto la chiesa cattolica e gli assolutismi tutti. Ha informato di sé l’idealismo tedesco, Fichte (l’autore di Filosofia massonica), Schelling, Hegel (che al ruolo della Massoneria nella storia della Conoscenza dedicherà l’introduzione a un manoscritto del 1820 che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere una Introduzione alla Storia della Filosofia). La Massoneria ha innamorato Goethe e Mozart (più della metà della sua produzione musicale è dedicata ai Fratelli…). La storia della Massoneria è legata alla storia della modernità, alla Rivoluzione Francese, alla Rivoluzione Americana. Cioè alla nascita delle democrazie. Sempre alternativa a Vaticano, fascismi, comunismi.

E in Italia il Risorgimento. Carlo Cattaneo e Aurelio Saffi. Giuseppe Garibaldi fu il primo Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Con lui tantissimi mazziniani nel primo novecento, e il più amato di tutti, Ernesto Nathan, anch’egli a capo della Massoneria. E poi cinque presidenti del consiglio e il milieu culturale. Non la Littizzetto o Beppe Grillo. Ma Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli, Salvatore Quasimodo. Sciolta dal Fascismo perché “democratica” e complice delle democrazie straniere (difesa in parlamento dal solo Antonio Gramsci), i massoni contribuiscono a scrivere la Costituzione. Nell’Assemblea ci sono, tra gli altri, Meuccio Reini, Giovanni Conti, Ugo della Seta. Non solo abbiamo un inno nazionale composto da un massone (Goffredo Mameli), ma persino il simbolo della Repubblica è stato disegnato da un massone, Paolo Paschetto.

C’erano una volta le teorie del complotto. Quello ‘giudaico-massonico per la conquista del mondo. Una sotto-letteratura per analfabeti che si è autoalimentata per anni, e che ha trovato nei social, aggiornandosi, un terreno adatto. Non ci sono più i cimiteri, ma le banche, i gruppi di potere, Bildenberg. Si è sviluppata anche una saggistica fantasiosa rivolta allo stesso pubblico delle scie chimiche, dei cerchi del grano e dell’esoterismo da operetta o da erboristeria, con le correnti telluriche e le campanelle tibetane. E fin qui.

Solo che da qualche anno la Massoneria fa i conti con la calunnia e il sospetto. Sarà un caso, ma sono gli eredi storici dei suoi nemici di sempre a farsene portatori, ma tant’è. L’idea è quella di una contiguità con ambienti mafiosi. Suggerita e mai provata. A favore di grande stampa. Senza sentenze. Anzi, per una volta persino senza avvisi di garanzia o rinvii a giudizio. Non servono a sceriffi e giornalisti. Rosy Bindi fu la prima, da presidente della Commissione Antimafia. E chi, se non un 5S come Nicola Morra, ne ha raccolto l’eredità?

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