Mettiamo al riparo l’umanesimo dalla tirannia del mercato

L’umanesimo va messo a riparo, al sicuro. Non solo dagli assolutismi classici, quelli politici, quelli religiosi. Ma anche dalla tirannia del Mercato. Ne Le basi morali dell’anarchia, un’opera del 1904, Pietro Gori la chiama ‘antropofagia economica’. L’allusione è all’homo homini lupus di Plauto secondo Hobbes. La servitù della gleba era una forma di antropofagia addolcita, dice Gori. L’uomo non mangia l’uomo ma se ne serve come se fosse una bestia, utile a mantenere il vincitore nell’ozio. E l’anarchico Gori che condivise gli ideali della Massoneria, scrive così:

«Con la rivoluzione politica, che abolì i privilegi feudali, lasciando solo il denaro dominatore del mondo – la classe vittoriosa nella lotta, giacché si era accaparrata tutte le risorse della vita dal capitale alle ricchezze naturali, trovò che bastava la semplice dipendenza economica dei lavoratori, per farne degli strumenti docili e delle macchine di produzione così feconde di ricchezza per la classe parassitaria, come produttrici di miseria per sé medesime»

Si può essere vicini o lontani dal pensiero di Gori e della sua vita che lo ha interpretato. Tutti però dovremmo nutrirci della “filosofia metafisica della libertà” così la chiama, ma con in più la prassi, con l’azione. Una cosa bella è inutile se non si predispone al contempo la sicurezza del suo agire concreto.

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