Dalla società aperta alla società ottusa

«Come può aiutarci la filosofia a sciogliere i nodi davanti ai quali ci pone la società del nostro tempo? Quali grandi pensatori del passato hanno colto e descritto in anticipo l’egemonia del potere finanziario e il dominio della realtà virtuale in cui siamo immersi? E come è possibile oggi, a partire da quelle riflessioni, avviare un percorso per contrastare la crisi della democrazia rappresentativa?».

«Il dramma della nostra epoca è che la stupidità si è messa a pensare. Questo non sarebbe niente se l’intelligenza non si fosse messa a rimbecillire» (Jean Cocteau e Robert Poulet)

Non è facile districarsi nella complessità del presente. Se lo Stato è la sostanza etica di cui hanno parlato, tra i tanti altri, anche Hegel e Mazzini, oggi la ‘sostanza’ deve fare i conti non solo con le forze del liberismo economico (che ogni ‘repubblicano’ vuole controllare per non esserne sopraffatto, accettando fino a un certo punto il dogma della bilancia e dell’offerta), ma anche con le forze di un Kali Yuga culturale, sociale, e politico sempre più profondo e pervasivo. Oggi il nemico non è solo il padrone del vapore. Oggi il nemico è l’ignoranza. E problemi complessi hanno eroi semplici. Li abbiamo visti sulla prima pagina dei giornali. Dal sindaco di periferia osannato per una settimana, all’Antigone tedesca che viene in Italia per infranger leggi in nome dell’umanità, senza però che il problema dell’immigrazione si sia risolto in alcun modo.

Paolo Ercolani, suo il virgolettato con cui abbiamo aperto questa riflessione, cerca di aiutarci. Lui ha gli strumenti giusti. È un professore universitario, insegna all’Università di Urbino. E ha scritto tanto e bene. L’ultimo suo lavoro, Figli di un Io minore. Dalla società aperta alla società ottusa, parte dall’analisi di una sconfitta che è di tutti. Ma ci regala una pars costruens per tentare di immaginare una via d’uscita. Il grande campo di intervento, scrive, è la scuola, alla quale bisogna ridare la dignità di “educazione alla cittadinanza”, magari superando anche la vecchia contrapposizione tra materie umanistiche e materie scientifiche ma introducendo ovunque la Filosofia. Un’educazione al sapere per far sì che si diventi costruttori di senso e interpreti critici del reale, e non solo consumatori del sapere altrui, da condividere sui social. Lo abbiamo intervistato.

Ascolta l’intervista
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