Le “primarie”: tra buffonata e truffa

Toti vuol rimettere in piedi Forza Italia.
Ottima cosa, ma sembra che abbia imboccato la strada sbagliata.
Forza Italia è morta per mancanza dell’ossigeno della democrazia (e di qualunque cosa che le somigliasse) al suo interno. Rimasta sempre un pezzo del patrimonio Berlusconi, è bastato che l’Associazione Nazionale Magistrati facesse della distruzione del Cavaliere (“io quello lo sfascio” del prode Di Pietro – vedansi anche la confessione di Palamara-) la persecuzione giudiziaria senza reazioni politiche ne ha fatto il simbolo della debolezza di fronte alle prevaricazioni della montante frenesia di dominio pangiudiziario.
Che non sia più possibile che un partito “patrimoniale” possa aspirare a tornare maggioranza è naturale ed anche giusto. Non si assicura la democrazia ad un Paese non sapendo e non volendo praticarla nel partito.
A scuotere i residuati del partito di Berlusconi è venuto fuori Toti. Ed ha subito imboccato la strada sbagliata.

Rifare Forza Italia? Trovare a Berlusconi un posto eccellente in un museo?
Va bene (ma è difficile farlo senza scassare i frantumi di ciò che è rimasto).
Ma Toti, che è genovese e non dovrebbe avere simpatie per le cose costose ed inutili, ha tirato fuori, nientemeno che le famigerate “primarie”. “Facciamo come in America” ed avremo democrazia, bipartitismo perfetto ed uomini politici validi a bizzeffe. E “Forza Italia” che non sia, invece “Debolezza”.
Dico subito quel che ho detto sempre!
Le “primarie” in Italia sono una melensa e pericolosa buffonata, una truffa delle vittime del “sentito dire”. Un altro esempio dell’assurdità venefica di una democrazia più o meno legittimamente discendente da quella “diretta”.
Sono, come sono state dal primo giorno in cui, credo, perché quello è lo stile, per una “bella pensata di Veltroni” sono state tirate fuori per dare una spolverata di legittimità democratica alla grande ammucchiata del Centrosinistra già decisa, lottizzata, messa a servizio di Romano Prodi e dell’ex partito comunista.
Ma fare le “primarie” per realizzare il sogno di un’ammucchiata è una truffa o un condensato di imbecillità.
Pensate un po’ (tanto per riferirci a qualcosa che non faccia subito arricciare il naso ai demonizzatori della politica). Si deve rinnovare il Consiglio della Roma. E allora si chiamano ad esprimere il voto i tifosi di qualsiasi squadra, dalla “Lazio” alla “Juventus”. Bello vero?
Andatelo a proporre a Testaccio e vi tirano dietro le uova marce ed i torsoli di broccolo.
Se organizzate da un partito grosso e molto burocratizzato, le “primarie” sono essenzialmente una truffa. Fatte da un partitino “residuale” sono una cazzata e basta, con conseguenze che comportano la possibilità di un’ “appropriazione indebita” del partitino in questione da parte di uno grosso e spregiudicato, che mandi i suoi a dare un falso voto.
Nate come espediente falsificante e truffaldino, le “primarie all’Italiana” (ma mi risulta che vi siano altri Paesi Europei che si divertano così) sono andate avanti come espedienti mediatici del P.D. e con miraggi di poterle imitare da tangheri politici di partitini con grandi velleità di innaturale sviluppo.
Berlusconi, tempo fa, annunziando di aver deciso di “rinnovare” Forza Italia specificò che aveva commissionato la fabbricazione di non so quanti distintivi, che avrebbe ordinato ai “forzisti” (stavo per scrivere “forzati”) di portare sempre all’occhiello.
Un rinnovamento “tutto chiacchiere e distintivo”, secondo la storica frase di Al Capone.
Peccato.

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