La puzza sotto il naso

Tre anni di inerzia sui rifiuti, e la sindaca Raggi finalmente si muove.
Lo fa dapprima per polemizzare con Zingaretti, pronto a darle una mano con un’ordinanza che striglia Ama e obbliga la società a una serie di azioni improntate all’efficienza. Un sussiego, quello della sindaca, che si aggiunge ai continui dinieghi per i termovalorizzatori; alle chiacchiere sulla differenziata (cui non ha fatto seguito alcuna iniziativa seria volta ad incrementarla); alla totale incapacità di trovare una soluzione definitiva alla montagna di rifiuti che schiaccia Roma.
E poi la Raggi finalmente si muove con una propria ordinanza, che ha dell’incredibile per un’amministrazione sempre propensa alla stasi pur di evitare guai: la collocazione di una prima area di trasbordo rifiuti proprio a Saxa Rubra, sotto il naso dei giornalisti Rai e a due passi dal Tevere. Con il danno ambientale dietro l’angolo.
Ma l’obiettivo stavolta è davvero ambizioso e si ispira a un principio di giustizia: disseminare gli stoccaggi un po’ ovunque, in città, consegnando a tanti quartieri esterni una dose equanime di tanfo supplementare.
Ecco cosa succede quando si lasciano marcire i problemi per mesi e per anni. Quando poi l’emergenza scoppia che non se ne può più, i nervi e la fretta aggiungono danno al danno. E la situazione è così esasperante, che nessuno s’è ancora accollato la briga di sostituire l’assessore all’Ambiente Montanari, dimessasi qualche mese fa.
Questo succede a Roma. Senza dimenticare che il privilegio di cotanto tracimante belvedere e di cotanto delicato profumo, costano agli occhi e alle narici dei romani la tassa rifiuti tra le più alte d’Italia.

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