Da un principio giusto, una politica sbagliata

Dal giusto principio del controllo delle frontiere, il governo sta facendo una politica sui migranti sbagliata. Non si possono chiudere i porti ed il diritto di accoglienza per chi si perde in mare vige dai tempi di Omero. Questa politica sbagliata si rivela anche inefficace, perchè tutti sbarcano comunque. Salvini fa il viso feroce, ma il socialista Zapatero 18 anni fa fece sparare sui migrandi, ancora prima, l’ulivista Prodi li mandò a picco senza tanti patemi. Oggi con le nostre motovedette che vengono schiacciate da navi comandate da ragazzotte dalla pettinatura rasta pronte a querelare il ministro dell’Interno italiano, il governo rasenta il ridicolo. Al governo bisogna riconoscere una sola intuizione importante, ovvero che il traffico di migranti non è così innocente e disinteressato come si vuole fa credere. Quando si è persi da settimane in mare si sbarca anche sulle isole dei cannibali, questi vogliono solo sbarcare a Lampedusa. Eppure la legge prescrive la sicurezza del porto, non della città o della Regione. Visti i risultati conseguiti finora il governo dovrebbe capire che il fenomeno migratorio può essere gestito solo con una maggiore cooperazione europea ed invece di cimentarsi in inutili e perdenti prove di forza, lavorare per coinvolgere i paesi della comunità che sono più riottosi a riguardo del nostro e sono tanti. Un’opera del genere sarebbe pur utile perchè dovendo l’accoglienza, non si deve necessariamente anche la sussistenza e la permanenza. Salvini in campagna elettorale diceva che voleva fare il ministro dell’interno, per schierare la marina da guerra, che dipende dal ministro della difesa. Ora si è accorto che comunque la nostra marina da guerra non sarebbe in grado di controllare un bel niente. Solo una marina europea servirebbe a qualcosa , per lo meno alla redistribuzione dei migranti negli altri stati, ma allora bisogna cambiare subito tono con l’Europa, ricordandosi sempre che esserne soci fondatori impone dei diritti e dei doveri.