Rifiuti. Una continua emergenza

Sono intervenuti anche i pediatri, per dire che i rifiuti possono diventare un serio pericolo. Il gabbiano beccato a Ponte Milvio “cor sorcio in bocca”, come dicono i romani, è diventato il simbolo di una situazione che sa di terzo mondo. Una situazione che può portare problemi seri alla saluta, come ha dichiarato all’AdnKronos Alberto Villani, presidente della Società Italiana di pediatria (Sip). Gli odori molto forti sono indice del fatto che i batteri sono al lavoro. «Bisogna riportare la città alla normalità».

Pare facile. Al di là dei proclami e delle buone intenzioni, Paolo Longoni, ad di Ama, in Commissione trasparenza è stato molto chiaro. Si chiama ‘Trasparenza’ non a caso la Commissione. «Se facciamo battaglie ideologiche su inceneritori sì/inceneritori no, discariche sì/discariche no, non ne veniamo fuori. I rifiuti restano dove stanno e in un mese rischiano di formare una montagna di rifiuti alta come il Vesuvio». Stiamo parlando di 2800 tonnellate di ‘materia’. Distribuita un po’ di qua un po’ di là, a Malagrotta (Colari), ad Aprilia, a Viterbo. E quando gli impianti di trattamento meccanico-biologico riducono di varie tonnellate i rifiuti lavorati (200 in meno Malagrotta, 700 in meno Viterbo e addirittura 1000 Aprilia) il primo cittadino non parla apertamente di ‘complotto’ ma, in una lettera al presidente del Consiglio, al Ministro Sergio Costa e al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti allude ad una “crisi stabilita a tavolino”.

Roma è sommersa. Nel parco della Mole Adriana, a due passi dall’area giochi, topi e gabbiani rovistano tra i sacchi dell’immondizia lasciati lì da giorni. Lo stesso spettacolo offerto ai turisti a Castel Sant’Angelo. La notizia è lo sblocco di ieri, dopo un vertice al Ministero dell’Ambiente con l’assessore regionale Massimiliano Valeriani. Ne abbiamo parlato con Michele Polini, segretario dell’Unione Romana del Partito Repubblicano.

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