«Il problema dei migranti lo risolviamo soltanto con l’aiuto dell’Europa»

La notizia del giorno arriva da Lodi. La Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica, ha eseguito
un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone. Un’operazione importante che ha coinvolto un centinaio di militari. I reati contestati vanno dalla truffa ai danni dello Stato al riciclaggio. Tra il 2014 e il 2019 le Onlus e le Cooperative sociale indagate
avrebbero “beneficiato, complessivamente, di somme pubbliche per oltre 7 milioni di euro ma la gestione economico-finanziaria ha permesso di far luce su un articolato e complesso sistema distrattivo di fondi pubblici”. Al centro dell’inchiesta i falsi documenti presentati per partecipare ai bandi per l’accoglienza.

Ieri il Procuratore di Agrigento Luigi Pattinaggio ha ritenuto l’urto tra la Sea Watch 3 e la motovedetta della Finanza come un atto condotto con “coscienza e volontà”. Carola Rackete, il comandante, è così indagata con l’accusa di rifiuto di obbedienza a nave da guerra, resistenza o violenza contro nave da guerra e navigazione in zone vietate e ritenuta non necessaria dai magistrati. Per il reato relativo al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina si procederà separatamente.

Intanto la Sea-Watch 3 è ripartita da Lampedusa, scortata da una vedetta della Finanza e diretta verso Licata dove resterà sotto sequestro insieme alla Mare Ionio della Ong Mediterranea.

Il mondo politico è in agitazione. Nel mirino ci sono soprattutto le Ong, accusate di fare da effetto leva per le partenze dei migranti, cioè quello che in gergo si chiama “pull factor”, sebbene un recente studio dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) abbia un po’ smontato questa ipotesi.

«Le partenze tendono a essere uguali (o addirittura maggiori) proprio nei periodi di assenza delle imbarcazioni dedicate al soccorso. Ad esempio tra il primo gennaio e il 27 giugno 2019 sono partite dalla Libia complessivamente 5.909 persone: 1.018 in presenza di navi di Ong al largo delle coste, i restanti 4.891 senza Ong al largo. Il trend si è mantenuto anche negli ultimi due mesi, segnati dall’esasperazione dei toni in coincidenza con le elezioni Europee del 23-26 maggio»

Sulla questione è intervenuto anche il vicesegretario nazionale del Partito Repubblicano Eugenio Fusignani.

Ascolta l’intervista integrale
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