Cosa dobbiamo alla Germania

Alla Germania l’Europa deve un rigore logico straordinario che si è formato nel seicento principalmente grazie a Leibnitz e Wolff. Quest’ultimo applicò il razionalismo nel campo del diritto ponendo dei fondamenti di pensiero capaci di resistere all’evoluzione più diversa e discussa dei secoli successivi. Per quanto i tedeschi siano famosi per il romanticismo, il razionalismo li fa eredi di Cartesio più dei francesi ed anche se, come dire, la birra e più ancora certe birrerie, hanno lasciato effetti deprecabili nella storia, c’è sempre un tedesco capace di ricordarcelo. Nel caso disgraziato della vicenda Sea Watch è stato un tedesco, l’ex ministro degli interni socialista Otto Schily a richiamare quel tribunale della ragione che caratterizza il momento più alto della cultura del suo popolo. Schily ha detto che il problema vero della vicenda, la cosa in se, “è se un privato possa prendere a bordo delle persone in mare per poi costringere un Paese ad accoglierli”. Tutto il resto è concettualmente insignificante e per quanto Schily non abbia alcuna simpatia per Salvini, comprenda le ragioni umanitarie e quant’altro, tiene fermo quello che è l’aspetto essenziale del caso in esame e grazie al quale il suo collega italiano aumenterà il suo successo. Schily aggiunge che non è il caso per la Germania di dare lezioni morali all’Italia, perchè l’Italia è rimasta sola a dover gestire i flussi migratori e certo non è un paese che si può accusare di razzismo soprattutto guardando alle numerose e continue sanatorie fatte su questo fronte. Di conseguenza Schily non ha dubbi su come considerare il ruolo del comandante della nave che tra l’altro è lesivo delle leggi del nostro paese. Leggi che, giuste o sbagliate, sono dettate da un legittimo parlamento democratico e quindi, in repubblica, devono essere rispettate. Il pensiero in Germania è più forte del socialismo.

Annunci