Il liberalismo giudicato obsoleto

Il liberalismo è un fenomeno della storia del pensiero politico troppo articolata e complessa per essere definita o divenire semplicemente obsoleto. Il presidente Putin nella sua intervista al Finatial Times si è lasciato andare ad un istinto più rivendicativo della sua esperienza socialista che ad una riflessione approfondita. Se il socialismo è finito persino in Russia, perchè dovrebbe esistere mai ancora il liberalismo, sembrerebbe dire Putin. Per la verità il liberalismo precede il socialismo e persino lo comprende, ma non ne è determinato. Quando la rivoluzione d’ottobre rovesciò lo Zar tutti i liberali del mondo esultarono. E quando nasce l’idea liberale del mondo? Questo sarebbe l’interrogativo appropriato. La società greca non è liberale. Socrate si sottomette alla morte comminata dalla legge senza protestare ed i suoi discepoli, non condannano la legge che ha soppresso Socrate, semmai se ne vogliono impossessare. Lo stesso potrebbe dirsi per il cristianesimo, dove l’idea di libertà è puramente spirituale e non si tratta di rovesciare l’impero, ma di prenderne la testa cosa che accadrà con Costantino. Questa idea della libertà spirituale è qualcosa che sopravvive sino al tempo di Benedetto Croce che arriva a ritenere lo spirito troppo forte per essere messo in catene. Il liberalismo è dunque libero persino dalla costrizione politica, come fa ad essere obsoleto. Hegel che è stato accusato dai liberali di sostenere una società totalitaria, aveva le idee chiarissime a riguardo, per lui fin dalla Fenomenologia, la libertà assoluta significa la morte. Infatti essere assolutamente libero significa non avere legami con la realtà corporale di alcun genere, essere dunque morto, o non nato. Può la morte essere considerata obsoleta? Nemmeno l’idea liberale. Si tratta solo di trovare un limite alla libertà assoluta e questo si puà fare solo sulla base della legge, altrimenti, abbiamo solo la negazione della libertà, la dittatura. Torniamo allora ai romani, per i quali libera doveva essere solo Roma, e Roma governare con la legge. Essi prevedevano anche la dittatura, ma solo in tempi eccezionali e di durata provvisoria. Questa idea della provvisorietà del potere è forse la migliore eredità del pensiero liberale che si è tramandato sino a Montesquieu. Montesquieu non era un liberale, era un ammiratore di Silla, ma temeva il liberalismo al punto da cercarne una controeccezione, e dunque abbiamo anche una scuola liberale fondata sulla libertà di essere liberi da questa, ovvero, di preferire l’assolutismo. Quello che sarebbe avvenuto in Francia con l’emigrazione e la Vandea. Anche Putin a modo suo è un liberale, è infatti libero di ritenere obsoleto un pensiero che ancora non ha pienamente completato il suo cammino. Ad esempio, la Russia ancora non si è liberata di Putin.