Gli amici americani

Il giorno dell’arrivo di Salvini a Washington dc, il Wall Street Journal, giornale tradizionalmente vicino alle amministrazioni conservatrici, scriveva che “l’ Europa dovrebbe lasciare a Salvini e ai suoi partner di governo lo spazio per progettare un bilancio 2020 pro-crescita, e Bruxelles non dovrebbe sorprendersi se una sconsiderata battaglia contro Salvini sul bilancio rafforzerà le motivazioni degli euroscettici italiani. Il terribile decennio della Grecia dovrebbe aver insegnato a Bruxelles che l’infernale austerità di aumenti delle tasse e indiscriminati tagli alle spese non può essere l’unica politica. Il minimo che potrebbe fare è togliersi di torno mentre Roma prova a fare qualcosa di diverso“. Nello stesso articolo, di chiara ispirazione della proprietà della testata, si aggiungeva che tutto sommato le idee di Salvini erano le migliori a riguardo provenienti dall’Italia negli ultimi trent’anni, praticamente di tempi dal primo Berlusconi. Ora la visione americana dell’Europa va sempre messa in discussione, soprattutto quando è la visione dell’ala più conservatrice. Ad esempio WSJ non ha ben chiari i costi della pubblica amministrazione italiana, soprattutto in rapporto ai servizi offerti. E’ vero, d’altra parte, che il problema dell’Italia non è necessariamente di più o meno austerity, ma di un tessuto burocratico legislativo infernale, per cui ecco che uno che vuole investire nell’Ilva, rischia di finire in galera per reati precedenti alla sua gestione, e qui anche il governo ha messo del suo. Poi non bisogna dimenticare che gli Usa vedono sempre più l’Europa come un rivale commerciale, anche perchè come alleato politico militare vale poco o niente, quindi non hanno particolare voglia di competere sui mercati con una moneta più forte, tanto che mai si era visto un presidente statunitense attaccare il governatore della Bce. Il segno che il presidente della Bce è divenuto il vero riferimento politico dell’Unione europea. Su una cosa però il WSJ ha ragione, la commissione europea non rincari la dose. Una volta fatte le sue osservazioni sulla politica economica italiana eviti di infierire con misure punitive. Se il governo italiano fallisce ci penseranno gli italiani a fare giustizia, e se le politiche del governo italiano finiranno con il provocare uno shock, il sistema paese è in grado di reagire e la commissione europea recupererà un po’ del credito perso non avendo infierito come fece con la Grecia.

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